– Ogni notte mi disegno –

- Discesa e risalita. Inarrestabile - Caffè al ginseng su carta da spolvero 35 x 50 cm aprile 2015
– Discesa e risalita.
Inarrestabile –
Caffè al ginseng su carta da spolvero
35 x 50 cm
aprile 2015
- Dentro l'intimità - caffè al ginseng su carta da spolvero 35 x 50 cm aprile 2015
– Dentro l’intimità –
Caffè al ginseng su carta da spolvero
35 x 50 cm
aprile 2015
- Sinuosa - Caffè al ginseng su carta da spolvero 35 x 50 cm aprile 2015
– Sinuosa –
Caffè al ginseng su carta da spolvero
35 x 50 cm
aprile 2015
- Se è sofferenza non pensarmi, ti farò sfiorire - Caffè del su carta da spolvero 35 x 50 cm maggio 2015
– Se è sofferenza non pensarmi, ti farò sfiorire –
Caffè del su carta da spolvero
35 x 50 cm
maggio 2015

Un pomeriggio di aprile era avanzato del caffè; ed ecco che il tutto ha inizio.

– Ogni notte mi disegno –

– La nuova farmaceutica –

La nuova farmaceutica acrilico su cartoncino 50 x 70 cm 2015
La nuova farmaceutica
acrilico su cartoncino
50 x 70 cm
2015

L’opera porta alla luce un nuovo tipo di industria farmaceutica.
I medicinali tradizionali lasciano il posto a farmaci completamente nuovi; su di essi appaiono i simboli delle applicazioni che meglio conosciamo: Facebook, Twitter, YouTube, Instagram..
Il discorso pittorico opera una provocazione, ma anche una constatazione.
Se è vero che ricevendo qualche “Like” ci si sente un po’ meglio, non è che questo scenario già è realtà?

– La nuova farmaceutica –

BioGREfia

Vi racconto qualcosa di me.

Greta Broglio nasce il 17 gennaio del 1993 a Sondrio, e vive a Berbenno, in Valtellina.

Nel 2003 entra a far parte del Gruppo Arte Libera, realtà artistica e culturale della Valtellina, fondato dal pittore Ferruccio Vanotti.

Ricorda così quel primo incontro con l’Arte:

“Ho cominciato ad avvicinarmi alla pittura quando avevo circa dieci anni, grazie a Ferruccio, un caro amico di famiglia. Fu lui, per la prima volta, a consegnarmi un pennello tra le mani, dicendomi di esprimere ciò che sentivo, lasciandomi trasportare dai colori.
E così feci. Da allora la pittura è parte integrante della mia vita. L’attività artistica mi permette di concretizzare un’idea, di dare forma ad un pensiero e d’interpretare a mio modo la realtà che mi circonda.”

Dopo essersi diplomata presso il liceo socio psico pedagogico di Sondrio, decide d’intraprendere un percorso di studi nel campo dell’arte.
Comincia dunque a frequentare il Triennio di Pittura e Arti Visive, presso la Nuova Accademia di Belle Arti, a Milano.

– Nel 2013 vince il premio del pubblico alla seconda edizione del concorso a tema “Terra del Sole Art” con l’opera “(R)Evolution”.

– Dall’11 al 21 gennaio 2014 espone a Cagliari, presso la Cittadella dei musei, in occasione dell’iniziativa “UniversitArt”.

– Per l’intero mese d’agosto 2014 espone a Firenze, presso la galleria “Merlino Bottega d’arte”.

BioGREfia

– Rigetto –

Rigetto olio su tela 24 x 30 cm 2014
Rigetto
olio su tela
24 x 30 cm
2014

È un’opera che evidenzia l’impossibilità.
Nonostante il progresso galoppante e l’evoluzione tecnologica del mondo moderno, noi restiamo umani, con tutte le imperfezioni del caso.
L’omino del sistema operativo Android è affascinato dal cuore pulsante che giace ai suoi piedi; tuttavia ha fallito nel tentativo di fare suo quel pezzo di carne, perché non gli appartiene e mai potrà appartenergli.
La scena congela questo limite d’azione, portandolo a ripetersi all’infinito, mostrandone sempre e solo l’unica possibile conclusione: l’impossibilità.

– Rigetto –

– (De)Humanization –

(De)Humanization acrilico su tela 40 x 50 cm 2013
(De)Humanization
acrilico su tela
40 x 50 cm
2013

L’intento dell’opera è quello di rappresentare su tela la “disumanizzazione” del paesaggio. Esso viene privato dei suoi elementi più naturali, i quali lasciano il posto a simboli propri del mondo di Internet e dei Social Network, all’interno di una rappresentazione volutamente giocosa e semplice.

Il contrasto tra la naturalezza di un classico paesaggio e le icone digitali è visibile anche attraverso le due diverse tecniche utilizzate; il paesaggio è infatti stato dipinto in modo tradizionale, con una gradazione cromatica morbida che accompagna le diverse tonalità di colore, come accade in natura. Gli elementi digitali risultano invece plastici, come fossero stati applicati successivamente su un dipinto realizzato in precedenza. La loro plasticità si scontra con la mutevolezza della natura, portando la scena a risultare surreale.

Il fine ultimo dell’opera è chiaramente provocatorio, vuole portare chi guarda a riflettere sul proprio rapporto con i Social Network ed il mondo del Web; siamo davvero così ossessionati?

– (De)Humanization –